MOSTRA ALDO FALLAI PER GIORGIO ARMANI. 1977-2021. MILANO

5-12-2023 al 11-8-2024

LA MOSTRA

Il racconto, coniugato al tempo presente, di quasi trent’anni di ininterrotto dialogo artistico tra Giorgio Armani e Aldo Fallai, esplora i confini di una collaborazione unica, che ha definito l’essenza stessa di un’estetica che ha fatto breccia nell’immaginario collettivo.

IL FOTOGRAFO

Nato a Firenze nel 1943, Aldo Fallai vive e lavora tra la città natale e Milano. Diplomatosi all’Istituto d’Arte fiorentino, nel quale in seguito sarà docente, apre uno studio di grafica col fotografo Mario Strippini. A metà degli anni Settanta, l’incontro con Giorgio Armani, agli esordi della sua vicenda di stilista e agli albori del Made in Italy, cui Falli darà un apporto essenziale con la propria fotografia. Dopo il primo incarico ricevuto da Armani, si inaugura una stretta collaborazione protrattasi per quasi un trentennio.

Fallai si fa conoscere come fotografo di moda per il stile disincantato e anticonformista. Raggiunta la fama internazionale, Fallai lavora per altre case di moda e i suoi servizi fotografici appaiono regolarmente su riviste italiane e internazionali. Negli anni Ottanta Fallai inizia a confrontarsi con le icone della storia dell’arte e col genere del ritratto, legato in una personalissima sintesi alla moda. Tra i riferimenti artistici di Fallai la critica ha segnalato il Manierismo toscano, Caravaggio, i preraffaelliti e l’esotismo degli orientalisti francesi. Ha pubblicato i libri fotografici Almost One Year (1993), In fabbrica (2007) e From Giorgio Armani to Renaissance (2014).

Lavorare con Aldo mi ha permesso, fin da subito, di trasformare in immagini reali la fantasia che avevo in mente: che i miei abiti non erano soltanto fatti in una certa maniera, con certi colori e ma- teriali, ma rappresentavano un modo di essere, di vivere. Perché lo stile, per me, è un’espressione totale. Insieme, in un dialogo sempre fluido e concreto, abbiamo creato scene di vita, evocato atmosfere, tratteggiato ritratti pieni di carattere. E rivedendo oggi tutto il lavoro realizzato, sono io stesso colpito dalla forte suggestione che questi scatti sanno ancora emanare, e dalla grande capacità di Aldo di cogliere le sfumature della personalità.” – Giorgio Armani

GLI SCATTI

Il percorso narrativo si snoda su due piani e raccoglie circa duecentocinquanta scatti, apparsi sulle riviste o trasformati in affissioni dal forte impatto mediatico.

La mostra accosta immagini prodotte per diverse linee: la foto con il tigrotto, realizzata a Palermo, quando la troupe si rifugia in un giorno di pioggia al circo Togni; la donna in carriera, impersonata da Antonia Dell’Atte, ritratta, sguardo dritto verso un radioso futuro, in mezzo alla folla in via Durini, sotto gli uffici Armani. E, ancora, la laguna veneta evocata in studio, e le statue del Foro Italico, tradotte in un gioco di ombre nette e grafiche. Sono foto familiari e sorprendenti, realizzate con inventiva e intelligenza.

Il lavoro con Giorgio è stato il frutto di un dialogo naturale e continuo, e di grande fiducia da parte sua. Entrambi eravamo interessati a mettere in luce un aspetto dello stile legato al carattere e alla personalità, e questo si è tradotto in immagini che appaiono attuali oggi come ieri: una qualità resa evidente dall’allestimento della mostra, che non segue una sequenza cronologica. Dei trent’anni della nostra collaborazione ho ricordi vividi. Le produzioni erano sempre agili, snelle: si otteneva il risultato con pochi mezzi e senza effetti speciali. Questo, penso, ha fatto breccia nel pubblico.” – Aldo Fallai

https://www.armanisilos.com/it/mostra/aldo-fallai-per-giorgio-armani/

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